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Herla King

Francesco Pennacchia e Alessandro Pagni

spettacolo
18/03/2016 ore 21

studio sulla maschera di Arlecchino
di Francesco Pennacchia, attore e Alessandro Pagni, fotografo


Certi oggetti difficilmente accettano di diventare dei soprammobili, specie se si tratta di strumenti nati per la scena, specie se l’oggetto in questione è una maschera in cuoio da Commedia dell’Arte, fenomeno teatrale che qui si evoca e qui immediatamente si dimentica, per non risvegliare istinti filologici fuori luogo. Si, perché gli intenti della prima tappa di questo percorso, riguardano un’indagine pratica sulla maschera di Arlecchino, in cui si cerca di fare tabula rasa di ciò che, nell’immaginario collettivo, la riguarda; andando quindi a cercare, in un certo senso, il pre-Arlecchino, o, prendendo a prestito una delle tante ipotesi sull’origine del nome, Herla King.
Francesco

Come stimolata da un debole impulso elettrico, la maschera vibra per l’innesco di un atto semplice, minimo, ma preciso e diventa soggetto inquieto e compiaciuto, del suo stato di cosa attiva e imprevedibile, ferina nella capacità di far ridere prima e un attimo dopo terrorizzare. L’occhio fotografico la guarda con empatia e fascino: come rendere giustizia alla maschera? Come scavalcare l’intento documentario, per regalarle un ulteriore sbocco per significare, un ‘uscita secondaria di evoluzioni inedite? Guardando al passaggio, al cortocircuito che sveglia l’azione, il meccanismo, il detonatore. Come fosse materia di studio. É qui che vorrebbe stare l’occhio fotografico, dietro il cuoio grezzo, chiaro e non lavorato, dove due cavità vuote, diventano finestre di mondi possibili.
Alessandro

La foto di questa pagina è di Alessandro Pagni

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